IL PERCORSO BIENNALE OLISTICO

Nell’arco dei miei 30 anni di pratica e studio ho appreso diverse tecniche di massaggio ed è ciò che, in qualità di Direttore Didattico di Geum, propongo in questo percorso biennale olistico a moduli. Le materie che insegno personalmente sono la sintesi di ciò che più mi è servito lavorativamente e umanamente.
In questa sede gli allievi troveranno un ambiente caldo e accogliente, una nuova famiglia per molti; nei miei dieci anni di insegnamento presso l’Associazione Centro del Benessere ho avuto modo di seguire e accompagnare personalmente diverse persone nella ricerca di un nuovo lavoro ma, soprattutto, di una parte di se stessi che aveva bisogno di emergere e trovare sfogo in una professione meravigliosa.
“Olistico”, dal greco olos, vuol dire “globale”, perché l’uomo è considerato nella sua interezza corpo-mente-spirito Rispettando questo principio, nasce l’esigenza di creare una nuova figura professionale, non terapeutica e non estetica: l’operatore del benessere specializzato in Tecniche Manuali Olistiche. Questo percorso biennale formativo prevede un monte di 400 per potersi iscrivere al registro regionale delle Discipline Bio Naturali (DBN).

percorso biennale olisticoIl percorso inizia, al primo anno, con l’insegnamento delle tecniche semplici (Massaggio classico occidentale); si passa poi al Massaggio olistico, con tecniche più complesse accompagnate dalla teoria delle 5 trasformazioni della medicina tradizionale cinese, soffermandosi in particolare sulla psicosomatica, sia quella classica orientale sia quella più recente degli psicoterapeuti Wilhelm Raich e Alexander Lowen.
Le manualità spaziano dalle tecniche ayurvediche a quelle occidentali, come il massaggio connettivale metamerico, ma sempre con una lettura dei disturbi psicosomatici legata alla Medicina Tradizionale Cinese (MTC).
Successivamente, seguendo uno schema ben preciso, si passa allo studio delle posture con le manipolazioni articolari dolci e la metafisica (ascolto e interazione del movimento energetico). La seconda parte del primo anno viene dedicata all’aromaterapia, all’anatomia palpatoria muscolo-scheletrica e al sistema linfatico, che precederà l’utilissimo corso di manualità drenante secondo il metodo del dottor Vodder. Alla fine della prima annualità, dopo un weekend di ripasso di tutte le tecniche apprese, si svolge un esame.
Nel secondo anno si dà spazio alle tecniche orientali, ad esempio Riequilibrio energetico sui meridiani, Thai foot massage e Massaggio tailandese . Si apprendono anche nozioni di Fitoterapia e di Taping (applicazioni del tape, cerotto elastico ad azione disinfiammante e drenante) e, dopo tanta tecnica e studio, ci si lascia coccolare liberando mente e spirito con il Massaggio californiano.
Infine, al termine del secondo anno, si svolge un esame con tesina sulle 5 trasformazioni applicate a se stessi o ad un ricevente.
Per tutti coloro che volessero informazioni più specifiche sul percorso biennale olistico, sono sempre a disposizione per colloqui personali.

Cristina Marinelli
Direttrice Didattica Geum

LEGGE DBN PER OPERATORI OLISTICI

La Lombardia è stata la prima regione a riconoscere, tramite una legge DBN, le Discipline Bio Naturali, attività e pratiche che hanno per finalità il mantenimento e il recupero dello stato di benessere della persona e non hanno carattere sanitario. Questa legge è stata promulgata nel 2005 (L.R. 2/2005) insieme all’istituzione del Comitato Scientifico per le Discipline Bio Naturali (DBN), incaricato di compilare un registro degli operatori del settore a tutela del consumatore. Il Comitato Scientifico esamina e approva le richieste degli operatori DBN controllando che gli iscritti siano in possesso di titoli qualificanti (formativi e/o di comprovata esperienza) quale riconoscimento di professionalità acquisita e di qualità a tutela del consumatore.
Successivamente, la legge nazionale 4/2013 (Art. 1 comma 2 L.2/05) ha riconosciuto tali professionalità istituendo un registro nazionale di associazioni e federazioni che rilasciano attestati di professionalità.

Il registro pubblicato nel sito di Regione Lombardia comprende diverse discipline e indica i profili delle varie professionalità, tra cui quella di Operatore in Tecniche Manuali Olistiche, che vengono sempre aggiornate sul sito del Comitato pro DBN che fa capo al Comitato Scientifico.
Attualmente, gli operatori del Massaggio Classico e del Massaggio Olistico vengono definiti in questo modo: “utilizzano tecniche di impastamenti e sfioramenti per il benessere della persona. Gli effetti principali sono defaticanti e di rilassamento; sul piano fisico, il massaggio migliora anche la depurazione generale. Poiché il massaggio opera sui diversi aspetti della persona (fisico, emozionale, mentale), l’operatore utilizza nei trattamenti, insieme alle tecniche specifiche del massaggio, anche supporti naturali secondo le necessità e le caratteristiche dell’utente; tra questi oli aromatici, essenze e fiori, colori e luci colorate, suoni e musica”.

L’offerta per la formazione professionale di un Operatore in Tecniche Manuali Olistiche deve prevedere l’acquisizione di competenze specifiche e trasversali con un monte di 400 ore, comprensive di stage; ogni ente formatore deve dunque attenersi a quanto riportato sul profilo elencato sul sito di Regione Lombardia e ai modelli culturali e scientifici convenzionali comuni ai piani formativi delle altre Discipline Bio Naturali.
L’ente formatore deve controllare la padronanza, da parte dell’allievo, delle tecniche di massaggio, di una perfetta manualità, della conoscenza teorica, della gestione dell’equilibrio psicofisico e delle capacità di comunicazione e relazione con l’altro. Le Tecniche Manuali Olistiche, infatti, sono caratterizzate dall’integrazione tra manualità occidentali e quelle orientali, utilizzando in modo sinergico l’approccio strutturale e quello energetico.
Ad esempio, entrando nel dettaglio, le 400 ore di formazione vengono ripartite da Regione Lombardia suddividendole in “Area culturale” (40 ore), “Area tecnica” (210 ore), “Monte ore discrezionale” (70 ore da distribuire tra le due aree) e “Tirocinio/stage” (80 ore).
Sul sito si trovano, inoltre, molte indicazioni da rispettare da parte dell’operatore DBN; ad esempio, deve porre tutte le sue conoscenze e capacità al servizio della professione ed usare la massima scrupolosità nell’educare ed indirizzare le persone verso il miglioramento e la conservazione del benessere; deve stimolare un atteggiamento attivo nell’utente scoraggiando quindi qualsiasi forma di dipendenza.

Il percorso biennale che propone GEUM –Corsi di Massaggio Olistico- naturalmente si attiene a tali direttive regionali e nazionali, proponendo un’opportunità di crescita personale in cui la persona è posta al centro dell’offerta formativa.

NUOVO ANNO 2020-2021

COS’È IL MASSAGGIO THAILANDESE

Cos’è il Massaggio Thailandese? E’ un’antica arte per il benessere del corpo e della mente. L’atto istintivo di appoggiare le mani, toccare e strofinare parti del corpo dolenti risale probabilmente all’inizio del nostro processo evolutivo. Nel testo indiano Ayur Veda, che risale al 1800 a.C., si consiglia di usare il massaggio per aiutare il corpo a guarire. Il Thai è stato influenzato dal Buddismo, dalla cultura indiana e da quella cinese. Si pensa che i fondamenti teorici siano arrivati in Thailandia più di 2500 anni fa, con i monaci buddisti provenienti dall’India che portarono le proprie conoscenze della medicina ayurvedica. Comunque, gran parte delle origini della medicina tradizionale thailandese e del massaggio thai sono un po’ confuse poiché i testi di medicina sono stati persi con la distruzione dell’antica capitale Ayuttia nel 1767, dove erano conservati. I pochi resti di questi testi furono scolpiti nella pietra e ora si trovano al Wat Pho a Bangkok.
Oggi il massaggio thailandese è insegnato in diversi centri in tutta la Thailandia. Le due scuole più importanti sono la Wat Pho a Bangkok (stile del sud) e il Massage Hospital a Chiang Mai (stile del nord). Tra i due stili non ci sono sostanziali differenze, in realtà si integrano molto bene tra di loro.

Le basi teoriche del trattamento le troviamo nella filosofia orientale: quando il prana (ki, chi o energia vitale) scorre liberamente nel corpo, la persona gode buona salute, al contrario se si blocca può insorgere la malattia. Attraverso pressioni su punti che si trovano lungo percorsi chiamati sen (simili ad esempio ai percorsi dei meridiani caratteristici dello Zen Shiatsu), si riporta l’equilibrio nel corpo.

La pratica
cos'è il massaggio thailandeseIl Massaggio Thailandese consiste in un’alternanza di pressioni e di stiramenti che hanno origine dagli asana dello yoga. Le pressioni si fanno partendo dal basso del corpo del ricevente verso l’alto e viceversa utilizzando palmi, pollici, avambracci, piedi ecc… Lo scopo è ripristinare la corretta circolazione dell’energia (prana) potenziando le capacità di auto-guarigione del corpo. Alcuni principi del Thai si ricollegano alla medicina tradizionale cinese. I 10 sen che si percorrono nel trattamento sono molto simili ai 12 meridiani della” circolazione principale dell’energia” utilizzati nello shiatsu, così come le modalità di riequilibrio energetico e alcuni punti di riflesso. Le differenze sono nelle manualità e nella modalità di intervento.
Il Massaggio Thailandese apporta diversi benefici: è un ottimo antistress, favorisce il sonno e il benessere psicofisico; migliora la circolazione sanguigna e linfatica agendo sul drenaggio dei liquidi; rafforza gli organi interni mediante la pressione sui punti; aumenta la flessibilità del corpo alleviando dolori alla schiena, al collo, alle articolazioni ecc…
Per avere dei benefici duraturi è importante ricevere una serie di trattamenti da operatori qualificati; inoltre, sarebbe ideale unire al trattamento un corretto stile di vita e una sana alimentazione.

La mia esperienza
La mia personale esperienza con il Massaggio Thailandese è stata influenzata dalla mia formazione di shiatsu (sono operatrice e insegnante shiatsu); le pressioni e il lavoro sui meridiani mi hanno sempre affascinato, e questo è uno dei motivi per cui mi sono avvicinata al Massaggio Thailandese. Così nel 2001 sono andata in Thailandia e ho frequentato il corso intensivo del Wat Pho School.
Tornata in Italia ho letto vari libri sull’argomento per avere le idee un po’ più chiare e ho frequentato altri corsi, ampliando così le mie conoscenze, imparando anche la sequenza del Nord e approfondendo i 10 sen. Sono poi tornata alla Wat Pho School (il fascino dell’oriente…) dove ho approfondito le tecniche e ho frequentato anche il corso di Thai Foot Massage (fantastico!). Naturalmente ho messo in pratica le tecniche apprese eseguendo trattamenti come operatrice e poi insegnando ai corsi base di Massaggio Thailandese e Thai foot. Ora sono passati più di dieci anni, il mio modo di trattare e di insegnare è cambiato, possiamo dire che si è evoluto. Naturalmente pongo molta attenzione all’insegnamento della pressione, che deve essere fatta con il movimento del corpo e con un atteggiamento rilassato. Gli stiramenti devono essere eseguiti rispettando la struttura della persona, senza forzare.
Stimolo gli allievi a sviluppare la sensibilità verso i loro riceventi: ognuno di loro è diverso, ogni trattamento quindi sarà diverso! È importante che l’operatore sia empatico, che riesca a intuire ciò che il corpo-mente del ricevente richiede in quel momento. Per concludere, il trattamento deve essere piacevole sia per chi lo fa, sia per chi lo riceve. Consiglio a tutti un percorso “Thai” poiché, prendendosi cura degli altri, si ha la possibilità di prendersi cura di se stessi. Buon percorso!

Roberta Wurth, insegnante di massaggio thailandese, thai foot massage e shiatsu

CONSIGLI DI NATUROPATIA PER L’INFLUENZA

Con l’arrivo dell’autunno e dei primi freddi il nostro corpo inizia ad essere messo alla prova, si presentano i primi malanni di stagione. Ecco qualche rimedio naturale per alzare le nostre difese immunitarie e prepararci ad affrontare al meglio il prossimo inverno!

In primis parliamo dell’ECHINACEA:
L’echinacea, grazie alle sue proprietà immunostimolanti, è una delle piante medicinali più ricercate nel panorama fitoterapico italiano. Il crescente interesse verso l’echinacea deriva dalla sua capacità, in gran parte confermata da studi farmacologici, di aumentare la resistenza alle infezioni. In particolare questa pianta si è dimostrata particolarmente utile negli stati influenzali e nella prevenzione delle malattie da raffreddamento.
Il succo delle parti aeree e gli estratti delle radici hanno dimostrato importanti azioni antivirali. Tale caratteristica è imputabile sia all’effetto generale immunostimolante, sia alla sua capacità di inibire l’enzima ialuronidasi che degrada l’acido ialuronico nei suoi costituenti fondamentali. Oltre a rappresentare un nutriente essenziale per le cartilagini articolari, questo polisaccaride rientra nella composizione del tessuto connettivo, di cui regola la permeabilità.

Parliamo ora della ROSA CANINA:
rosa-caninaGrazie alle sue proprietà antinfiammatorie e la sua ricchezza di vitamina C, è molto utile nella cura di congiuntivite e asma, ma anche per l’assorbimento di calcio e ferro.
Il gemmoderivato di giovani germogli ha proprietà immuno-modulanti, cioè regola la risposta immunitaria dell’organismo, conferendo al preparato un’efficace azione contro tutte le forme di allergia. In particolare, la sua assunzione migliora la risposta immunitaria a livello respiratorio nei soggetti a tendenza allergica e nei bambini. La proprietà antinfiammatoria trova un importante impiego terapeutico nelle flogosi acute che comportano alterazioni delle mucose nasali, degli occhi e delle prime vie aeree con conseguente produzione di catarro.
Per tali proprietà, la rosa canina non solo rappresenta un ottimo rimedio nella prevenzione di allergie e nella cura di rinite, congiuntivite e asma dovute al contatto con pollini, ma è consigliata nelle affezioni infantili come tonsilliti, rinofaringiti, otiti, tosse e raffreddore di origine infettiva.
I piccoli frutti (bacche) sono considerati le “sorgenti naturali” più concentrate in Vitamina C, presente in quantità fino a 50-100 volte superiore rispetto alle arance e limoni: per questo è in grado di contribuire al rafforzamento delle difese naturali dell’organismo (100 grammi di bacche contengono la stessa quantità di vitamina C di 1 kg. di agrumi tradizionali).

Simona Cornegliani – Naturopata e Counselor del Benessere

L’OPERATORE OLISTICO

Scoprii il termine “olistico” molti anni fa, quando risposi alla telefonata di una signora dicendo “Io faccio massaggio sportivo, linfatico, shiatsu e propongo consigli sullo stile di vita”, e lei ribatté “Ah, lei è un olistico”. Il termine olistico deriva da “olos” che, nella sua traduzione più semplice, vuol dire tutto (totalità); per chi studia le discipline bio naturali significa considerare la persona nel suo insieme. L’operatore olistico considera i sintomi come segnali del corpo che non vanno soppressi ad ogni costo; per aiutare mente e corpo del ricevente, piuttosto, cerca di regolare il sistema nervoso, immunitario e biochimico. Si guarda alla “totalità” perché spesso emozioni come paura, tristezza e rabbia finiscono per trasformarsi in malattie, e viceversa problemi fisici finiscono per influenzare la psiche. In entrambi i casi, le tecniche manuali olistiche, anche grazie all’atteggiamento positivo dell’operatore, risultano di grande aiuto. Quindi i trattamenti olistici, in alcuni casi, risultano più efficaci dei massaggi tradizionali.

All’inizio degli anni ‘90 in Lombardia nacque un gruppo con lo scopo di fare una legge che mettesse ordine e facesse riconoscere la professionalità di un settore poliedrico che spaziava dalla medicina alternativa a pranoterapia, shiatsu, naturopatia, riflessologia, ecc. Ci riuscì nel 2005, creando una la legge per le discipline bio naturali della Lombardia che sollevò alcune proteste e denunce da parte dei fisioterapisti e poi anche dalle estetiste, che volevano fare loro queste competenze. Attualmente, sul sito della Regione Lombardia viene riconosciuto il profilo di “Operatore di tecniche manuali olistiche”, che prevede aree di formazione di natura sia occidentale che orientale, per un totale di 400 ore.

La nostra scuola GEUM – massaggio olistico- propone un corso professionale per Operatore di Tecniche Manuali Ostiche con un percorso molto interessante per mettere in condizione l’operatore di avere un bagaglio di conoscenze ed una capacità tecnica notevoli. Al termine dei due anni è sempre previsto un esame finale che permette di ottenere l’iscrizione al Registro delle discipline bio naturali della Regione Lombardia. Il programma ideato è importante, e permette sia di ottenere risultati interessanti sia una crescita dell’operatore, seguito da formatori preparati.

Roberto Palasciano
insegnante

 

 

ZUCCHERO E ALIMENTAZIONE

Articolo di Monia Caramma

Due importanti studi scientifici inerenti lo zucchero contenuto negli alimenti, che all’estero hanno avuto risonanza mediatica, in Italia non solo non sono stati presi in considerazione dalla stampa, ma la loro diffusione è stata fatta dal sottobosco di utenti salutisti, quelli che io chiamo (e di cui mi sento parte) consumatori evoluti. Il primo è lo studio NutriNet-Santè che ha coinvolto 101.257 persone tra il 2009 e il 2017 con lo scopo di valutare l’associazione tra il consumo di bevande zuccherate (inclusi i succhi di frutta 100%) e il rischio di sviluppare una patologia oncologica.
I partecipanti dovevano registrare tutti gli alimenti consumati durante le 24h scegliendo da una lista di 3300 cibi venduti in tutti i negozi e supermercati. Per completa trasparenza riporto le conclusioni dello studio, scaricabile dal sito del British medical Journal (www.bmj.com).
“In a context where the World Health Organization is questioning the level of evidence of the scientific data supporting the implementation of a tax on sugary drinks, the results of this observational study based on a large prospective cohort suggest that a higher consumption of sugary drinks is associated with the risk of overall cancer and breast cancer. Of note, 100% fruit juices were also associated with the risk of overall cancer in this study”.
In sostanza, ciò che tutti noi consumatori evoluti sosteniamo da tempo è stato confermato: l’assunzione di bibite zuccherate è associata al rischio oncologico, in tutte le sue forme (colon, seno, ecc..).

Non credo sia più trascurabile l’emergenza alimentare che sta travolgendo le nostre vite e che diventa sempre più un’emergenza sociale. Sapete quanto zucchero contiene un succo 100% frutta in brik? Mediamente 11g su 100ml. Il limite di assunzione giornaliero consigliato da OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) è meno del 10% del fabbisogno quotidiano espresso in calorie, ovvero meno di 50g per un adulto medio in salute e con attività fisica regolare. E i bambini? A voi il calcolo.
Badate bene: per zucchero non si intende solo quello aggiunto, ma anche quello naturalmente presente negli alimenti, quindi dovete prestare attenzione a pane, pasta, frutta ed ogni altro cibo/bevanda assumiate durante la giornata.
Il secondo, più che uno studio, è il risultato dell’osservazione e analisi da parte di delegati OMS che hanno raccolto quasi 8000 tra cibi e bevande in oltre 500 negozi in 4 città europee più Israele. Il titolo “WHO/Europe studies find baby foods are high in sugar and inappropriately marketed for babies” è eloquente e il risultato ci dice che la quantità di zuccheri presenti è tale da modificare la percezione del gusto nei bambini; non solo, nelle etichette era indicato l’uso per infanti con età inferiore a 6 mesi, mentre OMS indica che non dovrebbe essere accettato.
“Around a third of the products listed sugar, concentrated fruit juice or other sweetening agents as an ingredient. These added flavours and sugars could affect the development of children’s taste preferences by increasing their liking for sweeter foods”.
La domanda che faccio a voi consumatori evoluti e che io mi pongo costantemente è: “Come possiamo affermare e diffondere la nostra consapevolezza ed evitare che il luogo comune del “non ha mai fatto male a nessuno” continui a dilagare ingrassando le multinazionali non etiche?“.

Monia Caramma, esperta di cereali antichi ed interazioni alimentari